Casa famigliare

Si può essere coppia di fatto anche senza convivenza

Coppia di fatto anche senza convivenza

La Corte di Cassazione, terza sezione civile, nell’ordinanza n. 9178/2018 è intervenuta ancora una volta sul tema delle coppie di fatto e ha sancito per la prima volta che si può essere coppia di fatto anche senza convivenza. Sul punto il nostro sito si era già espresso parere in merito. Ben due anni fa, al momento della pubblicazione della Legge 76/2016, avevamo espresso le nostre perplessità su una intepretazione eccessivamente formalistica del dato normativo.

Il problema della stabile convivenza della coppia di fatto

Il problema nasce infatti dalla lettera della legge. Secondo l’art. 1 comma 36 della L. 76/2016, una coppia di fatto per essere tale deve essere formata da due persone che siano: maggiorenni, stabilmente conviventi e legati fra loro da reciproca assistenza morale e materiale.

In uno dei primi articoli a commento della novella legislativa avevamo evidenziato che uno dei vulnus della legge era che questa “non dice cosa possa succedere qualora la coabitazione sia interrotta per motivi diversi dalla rottura del menage familiare. Si pensi al caso in cui uno dei due conviventi debba trasferirsi per lavoro in altra città, ma la relazione della coppia continui a distanza, come pure l’assistenza morale e materiale fra i due.

Una interpretazione eccessivamente formalistica potrebbe portare ad escludere l’applicazione della nuova legge, mentre si ritiene sia da privilegiare una interpretazione che tenga in debito conto l’estrinsecazione dell’affectio familiae, come pure il dispiegarsi nel tempo dell’assistenza morale e materiale all’interno della coppia.

 

Coppia di fatto anche senza convivenza - Casa della famiglia

Coppia di fatto anche senza convivenza – Casa della famiglia

 

Ebbene, la Cassazione ha ribaltato una sentenza della Corte d’appello di Milano sancendo che vi sono situazioni in cui “può esistere una famiglia di fatto o una stabile convivenza, intesa come comunanza di vita e di affetti, in un luogo diverso rispetto a quello in cui uno dei due conviventi lavori o debba, per suoi impegni di cura e assistenza, o per suoi interessi personali o patrimoniali, trascorrere gran parte della settimana o del mese, senza che per questo venga meno la famiglia”.

Si può essere coppia di fatto anche senza convivenza, anche se non si vive sotto lo stesso tetto.

La residenza della famiglia di fatto

Perché la sentenza della Corte di Cassazione è così importante?Perché a questo punto si apre la strada a una interpretazione che potrebbe portare a considerare conviventi di fatto anche coppie che abbiano residenze anagrafiche differenti. Ed è proprio il caso capitato dinanzi ai Giudici di Legittimità.

Una donna aveva chiesto il risarcimento del danno per morte del convivente. Il Tribunale di Como prima e la Corte di Appello di Milano avevno rigettato la sua istanza. In entrambi i gradi si era ritenuto che non fosse emersa a sufficienza la prova di una convivenza stabile tra i due. Essi, infatti, risultavano residenti in due comuni diversi.

Secondo i Supremi Giudici, la convivenza è un legame affettivo e duraturo, caratterizzato sì da reciproci impegni di assistenza morale e materiale ma che prescinde sia da una coabitazione effettiva, sia dal dato anagrafico, con la conseguenza che si può essere coppia di fatto anche senza convivenza.

Come già sancito dal Tribunale di Milano (Ordinanza del 31.05.2016), la residenza anagrafica comune sarà semmai strumento privilegiato di prova per dimostrare il rapporto di convivenza di fatto. Ma, si ribadisce, non potrà essere l’unica prova a sostegno della presenza di tale  formazione sociale.

Per avere una consulenza nel proprio caso specifico relativo ad una convivenza di fatto, è possibile contattare un avvocato matrimonialista nella propria città cliccando qui.