News Separazione tra conviventi

Ristrutturazione dell’immobile di proprietà del convivente. Bisogna restituire i soldi?

Ritrutturazione immobile del convivente

E’ lecita la richiesta di restituzione dei soldi spesi per ristrutturare l’immobile del convivente nonostante tutti gli anni passati insieme?

Interessantissima sentenza del Tribunale di Treviso, che ha deciso la causa fra due conviventi, un uomo e una donna, che reclamavano a vicenda i soldi versati durante la convivenza a seguito di una ristrutturazione immobiliare.

L’uomo chiedeva la restituzione del denaro prestato sia per le rate del mutuo, sia per la ristrutturazione dell’immobile della convivente, mentre la donna chiedeva indietro i soldi versati alla società di proprietà del marito.

Le parti in causa avevano avuto un lungo rapporto affettivo e di convivenza more uxorio, stabile e duraturo, durato dal 1994 al 2009, all’interno del quale ovviamente si erano creati dei reciproci obblighi di natura morale e di rilevanza sociale.

Il Tribunale ha condannato la convivente alla restituzione della somma di euro 30.000,00 circa, pari a quanto speso dal convivente per i lavori di ristrutturazione dell’immobile della compagna.

Come mai?

Più volte, le sentenze della Cassazione hanno affermato che le unioni di fatto, quali formazioni sociali che presentano significative analogie con la famiglia formatasi nell’ambito di un legame matrimoniale e assumono rilievo ai sensi dell’art. 2 Cost., sono caratterizzate da doveri di natura morale e sociale di ciascun convivente nei confronti dell’altro, che si esprimono anche nei rapporti di natura patrimoniale.

Quindi, le spese effettuate a favore del un convivente, fanno parte delle cosiddette obbligazioni naturali: sono espressione della solidarietà tra due persone unite da un legame stabile e duraturo.

Tuttavia non sempre è così, poiché a volte è possibile che vi sia un ingiustificato arricchimento da parte del convivente: ciò accade quando le prestazioni economiche di uno dei componenti della coppia a favore dell’altro esulano dal mero adempimento delle obbligazioni nascenti dal rapporto di convivenza

 

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I principi su cui parametrare la prestazione – tenuto conto delle condizioni sociali e patrimoniali dei componenti della famiglia di fatto – sono quelli di proporzionalità e di adeguatezza.

Nella causa che ha interessato il Tribunale di Treviso, il convivente, benestante, non solo aveva pagato gran parte delle rate del mutuo della casa della compagna, oltre alle spese condominiali, sempre per l’immobile dove viveva la coppia, ma aveva anche fatto fronte al pagamento dei lavori di ristrutturazione sull’immobile della convivente.

Secondo il Tribunale tali esborsi non possono considerarsi come contributo alla vita comune, dal momento che si tratta di opere destinate a migliorare ed incrementare il valore di un bene di proprietà della convivente, attribuzioni svincolate da quell’obbligo di solidarietà familiare e sociale di cui si è detto sopra.

Nel caso di ristrutturazione dell’immobile di proprietà del convivente è consigliabile rivolgersi ad un avvocato matrimonialista per sapere se nel proprio caso specifico sia possibile un’azione di restituzione. Clicca qui per trovare un avvocato matrimonialista della tua città.

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