Permesso di Soggiorno

Il permesso di soggiorno per il partner dello stesso sesso

permesso di soggiorno per il partner dello stesso sesso

Uno dei problemi fondamentali per le coppie omoaffettive interculturali è quello del permesso di soggiorno per il partner dello stesso sesso. Sino alla emanazione della Legge 76/2016 infatti non era possibile ottenere il permesso di soggiorno per il convivente, salvo il verificarsi di determinati presupposti.

Con la Legge 76/2016 per la prima volta in Italia è stata introdotta una legislazione che tutela le unioni fra persone dello stesso sesso. Non è un matrimonio, o meglio, non ha tale nome, ma molte importanti disposizioni applicabili ai coniugi ora vengono estese anche ai partner dello stesso sesso.

La normativa di nuovo conio, fra le molte cose, ha sancito un principio che può permettere al convivente “unito civilmente” di richiedere il permesso di soggiorno per il partner dello stesso sesso.

Sul punto, interviene infatti l’art. 1 comma 20 il quale, come clausola generale della novella riporta: “Al solo fine di assicurare l’effettività della tutela dei diritti e il pieno adempimento degli obblighi derivanti dall’unione civile tra persone dello stesso sesso, le disposizioni che si riferiscono al matrimonio e le disposizioni contenenti le parole “coniuge”, “coniugi” o termini equivalenti, ovunque ricorrono nelle leggi, negli atti avente forza di legge, nei regolamenti nonché negli atti amministrativi e nei contratti collettivi, si applicano anche ad ognuna delle parti dell’unione civile tra persone dello stesso sesso”.

Ebbene, relativamente al permesso di soggiorno per il partner dello stesso sesso, bisogna ricordare che la Corte Costituzionale, con numerose pronunce risalenti, aveva sancito l’impossibilità di estendere al convivente dello stesso sesso il permesso di soggiorno per motivi familiari prevista dall’Art. 29 del D.lgs 286/1998.

Tale articolo prevede che sia possibile richiedere il permesso di soggiorno per i familiari, ovverosia: il coniuge, i figli minori, i figli maggiorenni non autosufficienti per ragioni di salute e per i genitori a carico che non dispongano di adeguato sostegno familiare nel paese di origine o di provenienza.

Grazie alla Legge 76/2016, che prevede l’estensione delle disposizioni normative contenenti la parola “coniuge”, fra cui quindi anche il D.lgs 286/1998, sarà ora possibile chiedere il permesso di soggiorno per il partner dello stesso sesso.

Attenzione: è importante ricordare che la possibilità di ricongiungere il proprio compagno o la propria compagna dello stesso sesso è subordinata alla stipula di una unione civile, come prevista dall’Art. 1 comma 2 della suddetta legge. Sarà quindi necessaria la costituzione di una unione civile mediante dichiarazione di fronte all’ufficiale di stato civile ed alla presenza di due testimoni, oppure bisognerà essere in possesso di idonea certificazione di matrimonio, unione civile o altro istituto analogo celebrato all’estero.

Se si desidera un consulto con un avvocato esperto in diritto di famiglia per avviare la pratica di ricongiungimento familiare oppure per richiedere il permesso di soggiorno per il partner dello stesso sesso, è possibile cliccare qui e trovare un avvocato matrimonialista nella propria città.