Diritti e Doveri

E’ obbligatorio il mantenimento del figlio nato da una coppia non sposata?

Mantenimento figlio coppie non sposate

E’ obbligatorio il mantenimento dei figli nelle coppie non sposate?

Questi ultimi anni hanno visto succedersi molte riforme in materia di diritto di famiglia.

Alcune di queste riforme hanno riguardato la famiglia di fatto ovvero le coppie di fatto e, nello specifico, i figli delle coppie non sposate.

Come sappiamo, la riforma del 2012, con la Legge 219 dello stesso anno ed il successivo decreto 154/2013, ha eliminato le differenze sostanziali fra figli di coppie sposate e figli di coppie non sposate.

Ciò però non vuol dire che alle coppie non sposate con figli si applichi tutta la normativa matrimoniale.

Per fare un esempio: fra coppie non sposate non c’è l’obbligo di fedeltà, che invece è previsto dall’art. 143 c.c. per i coniugi; quindi, nel caso di tradimento da parte del convivente, non sarà possibile chiedere l’addebito della separazione.

La riforma citata invece ha effetti nei confronti del mantenimento dei figli nati da coppie non sposate.

Recentemente la Cassazione, con la sentenza n. 16657 del 22/07/2014, ha ricordato che “l’obbligazione di mantenimento dei figli nati fuori del matrimonio, essendo collegata allo status genitoriale, sorge con la nascita per il solo fatto di averli generati e persiste fino al momento del conseguimento della loro indipendenza economica”

Ciò significa che un genitore è tale non perché abbia o meno contratto matrimonio, ma per il solo fatto di aver generato un figlio: quindi anche il figlio nato da una coppia non sposata è tutelato a prescindere dal matrimonio dei genitori.

Tra l’altro, La Suprema Corte ha aggiunto che, qualora al momento della nascita, il figlio sia stato riconosciuto da uno solo dei genitori e mantenuto da questo, il genitore adempiente può chiedere all’altro la quota corrispondente al mantenimento che avrebbe dovuto versare.

chiedere-il-mantenimento-del-figlio-nato-da-coppia-non-sposata

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Ciò in quanto la riforma ha introdotto l’Art. 316 bis c.c., denominato “Concorso nel mantenimento”, il quale prevede al primo comma che “I genitori devono adempiere i loro obblighi nei confronti dei figli in proporzione alle rispettive sostanze e secondo la loro capacità di lavoro professionale o casalingo”

La regola dettata dall’Art. 316 bis c.c. va poi collegata con la disciplina delle obbligazioni solidali e in particolare con l’art. 1299 c.c., che stabilisce, al primo comma:

“Il debitore in solido che ha pagato l’intero debito può ripetere dai condebitori soltanto la parte di ciascuno di essi”

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