Unioni civili

Disegno di legge sulle unioni civili fra persone dello stesso sesso

Disegno di legge unioni civili

Il Disegno di legge Cirinnà

Le unioni civili fra persone dello stesso sesso

Da tempo ormai in televisione e sui giornali si parla di una fantomatica legge sulle unioni civili, a tal punto che molti utenti ci hanno scritto chiedendo se sia già in vigore.

Facciamo un po’ di chiarezza e vediamo di spiegare cos’è questa “ legge sulle unioni civili ”.

Innanzitutto si tratta di un disegno di legge (DDL), ovverosia uno atto che, prima di diventare legge, deve essere studiato dalle commissioni competenti e poi approvato, o meno, dagli organi legislativi.

Il disegno di legge in questione, Atto del Senato n. 2081, è denominato “Regolamentazione delle unioni civili tra persone dello stesso sesso e disciplina delle convivenze” Titolo breve: “Disciplina delle coppie di fatto e delle unioni civili”.

Il 14 ottobre scorso il cosiddetto DDL Cirinnà bis è giunto in Senato – dove ha suscitato diverse polemiche per le scelte politiche a favore delle famiglie di fatto e delle unioni civili – e tornerà sempre in Senato a metà novembre.

Vediamo i punti fondamentali:

Innanzitutto esso è composto da due Capi: nel primo viene trattato il tema delle unioni civili formate da persone dello stesso sesso, nel secondo invece viene trattato il tema della famiglia di fatto, che può essere formata anche da persone di sesso diverso.

Per una più semplice comprensione abbiamo suddiviso questo articolo in due parti, rispettando la struttura del disegno di legge. Ecco a voi la prima parte, relativa alle unioni civili. Buona lettura!

Nel primo Capo si introduce per la prima volta nell’ordinamento giuridico italiano l’istituto dell’unione civile tra persone dello stesso sesso quale specifica formazione sociale tutelata ai sensi dell’articolo 2 della Costituzione.

Come si costituisce una unione civile?

Secondo il disegno di legge si potrà costituire un’unione civile fra persone dello stesso sesso con una dichiarazione dinanzi all’Ufficiale di Stato Civile, in presenza di due testimoni. I soggetti dell’unione potranno scegliere il regime patrimoniale e la loro residenza; potranno anche decidere di assumere un cognome comune scegliendolo tra i loro cognomi ed il cognome prescelto potrà essere posposto oppure anteposto.

Una delle caratteristiche fondamentali di questo nuovo istituto è che anche i membri di un unione civile – come i coniugi quando contraggono matrimonio – si assumeranno, dal momento della dichiarazione dinanzi all’Ufficiale di Stato Civile, una serie di diritti e doveri: dall’unione civile deriva l’obbligo reciproco alla fedeltà, all’assistenza morale e materiale e alla coabitazione.

Importantissimo e rivoluzionario quanto stabilito dal comma IV dell’art. 3, che prevede che le norme che si riferiscono al matrimonio e che contengono le parole «coniuge», «coniugi» o termini equivalenti, si applicano anche ad ognuna delle parti dell’unione civile tra persone dello stesso sesso.

Cosa succederà alle adozioni?

Il Disegno di Legge attualmente prevede, in via generale, che non si applichino le norme relative alla legge 4 maggio 1983, n. 184, ovverosia la legge sulle adozioni, anche alle unioni civili di persone dello stesso sesso. Tuttavia l’art. 5 prevede una modifica all’art. 44 lettera b) della stessa legge il cui scopo è permettere l’adozione cosiddetta “non legittimante” del figlio del o della partner.

Cos’è l’adozione “non legittimante”?

E’ un particolare tipo di adozione tale per cui, fra l’altro, chi adotta non acquista diritti successori nei confronti dell’adottato, ma assume tutti i doveri che incombono sul genitore nei riguardi del figlio.

Importante anche l’articolo 6 del disegno di legge, che prevede la possibilità di sciogliere il vincolo dell’unione civile utilizzando lo stesso strumento concesso ai coniugi, ovverosia le norme sul divorzio.

Il disegno di legge Cirinnà ha inoltre recepito il precetto dei Giudici Costituzionali (Sentenza n.170/2014) e di Legittimità (Sentenza n. 8097/2015), che recentemente si erano pronunciati sul problema della rettifica di sesso da parte di un coniuge: in tali casi, secondo quanto disposto attualmente dalla legge, dovrebbe venir meno automaticamente il vincolo matrimoniale.

L’art. 7 invece prevede che, qualora la coppia abbia manifestato la volontà di non sciogliere il matrimonio o di non cessarne gli effetti civili, si applicherà automaticamente la disciplina prevista per le unioni civili fra persone dello stesso sesso.

A breve pubblicheremo anche la seconda parte dell’articolo, con la spiegazione della parte del disegno di legge relativo alla famiglia di fatto. Continuate a seguirci!

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