Separazione tra conviventi

Come mandare fuori di casa il convivente

come mandare fuori di casa il convivente

Come mandare fuori di casa il convivente

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Quando si interrompe una relazione more uxorio, cioè una convivenza, vi sono vari riflessi, sia personali che patrimoniali. Uno dei più importanti riguarda la casa di abitazione della coppia. Normalmente, nel caso di separazione fra conviventi, l’imbarazzo iniziale di stare sotto lo stesso tetto viene meno poiché uno dei due abbandona di sua spontanea volontà l’immobile; altre volte, invece, la collaborazione, il buon senso ed il rispetto vengono sopraffatti dal risentimento e, in tali casi,  non si sa proprio come mandare fuori di casa il convivente.

E’ bene distinguere fra due ipotesi fondamentali: se la coppia di fatto ha figli oppure se la coppia è composta solo da due conviventi.

Nella prima ipotesi, qualora non vi sia l’accordo fra genitori, sarà necessario un provvedimento giurisdizionale del Tribunale al fine di regolamentare l’affidamento, il collocamento ed il mantenimento della prole; il Giudice disporrà anche sull’assegnazione della casa familiare nel supremo interesse dei figli.

Se il genitore a cui non è stata assegnata l’abitazione non rilascia la casa, questi potrà essere ritenuto responsabile per la mancata ottemperanza del provvedimento del Giudice, con conseguente procedimento penale a suo carico.

Nei casi più gravi, inoltre, il nostro ordinamento mette a disposizione strumenti per la immediata protezione del cosiddetto convivente debole, che si chiamano “ordini di protezione familiare” (342-bis c.c.): è possibile infatti, qualora un convivente compia atti pregiudizievoli nei confronti dell’altro – es. violenza fisica o violenza morale – chiedere con urgenza un provvedimento al giudice, il quale ordinerà al convivente responsabile delle violenze di allontanarsi immediatamente dall’abitazione.

Con il provvedimento di allontanamento del convivente che abbia posto in essere condotte lesive della persona del familiare, è possibile che il Giudice stabilisca anche un assegno di mantenimento a carico del convivente violento (Trib. Milano 17/04/2013).

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A volte, invece, nel caso di coppie di conviventi dello stesso sesso oppure di sesso diverso, ci si trova di fronte a situazioni quasi paradossali, come ad esempio quelle in cui uno dei due non vuole lasciare la casa, magari perché di proprietà di entrambi oppure perché si tratta di immobile con contratto di affitto (rectius, locazione) cointestato a entrambi i partners.

Il caso più spinoso in cui non si sa come mandare fuori di casa il convivente è quello in cui l’immobile è intestato ad uno solo dei conviventi e l’altro non vuole rilasciare l’abitazione. Non solo, perché in molti casi il convivente non proprietario si rende anche responsabile del cambio di chiavi dell’appartamento, all’insaputa del proprietario, che spesso è proprio il partner.

In tali casi sarà necessario un vero e proprio procedimento giurisdizionale di occupazione senza titolo dell’immobile nei confronti del convivente che ha cambiato la serratura di casa. Questo tipo di procedimenti fa sì che il proprietario, qualora risulti vincitore nella causa, possa recuperare non solo la disponibilità dell’immobile, ma anche le mensilità di occupazione da parte dell’ex convivente, poiché il giudice considererà i mesi di occupazione come un affitto.

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